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venerdì, 30 giugno 2006

GELATI CON NOMI DEL CAZZO

Per un'impresa,il prodotto da vendere è un pò come un figlio. Va da sè che al prodotto debba essere affibbiato un nome appropriato,magari accattivante ma comunque azzeccato. La Sammontana in questo,non la batte davvero nessuno. Mi immagino degli interminabili brain-storming nella sala riunioni,discussioni accese,il fiato sul collo della concorrenza spietata di Algida e Motta e manager ultra-anfetaminizzati scervellarsi per dare nomi del genere ai gelati:

  1. YòKono-il cono concettuale allo yoghurt. Il consumatore,sleccazzandolo di gusto,penserà di essere John Lennon che adempie ai suoi doveri coniugali mentre orde di fans inferociti lo insultano e gli intimano di divorziare dalla "scimmia gialla".
  2. Jack Lemon-un triste,patetico tentativo di vendere un'imitazione dello sfigatissimo Freddolone al limone Algida,ma con un nome fico,mutuato dal noto attore americano.
  3. Long John-è paro paro al Calippo,gelato fallico per eccellenza. Si desume,dunque,che il nome non sia stato preso dal famoso fucile trucida-indiani del Far West,ma sia un omaggio al soprannome del celeberrimo attore John Holmes. Che raffinatezza.

Ma non pensate che solo la Sammontana sia capace di simili colpi di genio. La catena di discount Dico mette in vendita un gelato al biscotto pensato per un target di ggiovani. Lo suggerisce il nome stesso: BiscoGanzo!

postato da: jelly alle ore 10:54 | link | commenti (10)
categorie: siamo tutti economisti
lunedì, 26 giugno 2006

RAMBALDI DIXIT

In occasione del primo compleanno di KILL CITY,voglio parlare di Colui con il quale ho diviso per tutto questo tempo il blog che avete imparato ad amare (ne avete di coraggio,eh?). Sto parlando del grande Rambaldi. Per darvi un'idea esaustiva di Lui non basterebbero neanche dieci post...Vi basti sapere che oltre la persona tutta frizzi & lazzi che traspare da ciò che scrive (vedi post qui sotto),c'è sopratutto l'Uomo. Saggio,colto,riflessivo come pochi sanno essere...Sabato scorso mi ha deliziato con le sue (ormai proverbiali) perle di saggezza...

LUI(parlando del tirocinio):-Sai com'è...lavori in un'ufficio...

IO:-Beh,è un pò come lavorare,no? Solo che non ti pagano.

LUI:-E'come...(sorride)...è un pò la via di mezzo tra L'ESSERE GIOVANE e IL MONDO DEL LAVORO.

(pausa)

IO:-Questa finisce sul blog,lo sai,vero?

Ma non è mica finita qui...mentre passeggiavamo per le vie della città,vediamo una coppia di ragazzini dark. E lì Rambaldi (che i dark e gli pseudoalternativi non riesce a capirli),parte in quarta.

LUI:-Ma che cazzo è? Se uno non vota a destra deve fare il dark?? Mabbaff...Ecco,guarda questi altri(e indica una giovane,tamarrissima coppia)...questi tra dieci anni magari avranno un bambino. Lei sarà più grassa,lui avrà meno capelli...ma alla fine saranno più o meno uguali. Voglio vedere se i dark tra dieci anni non votano A.N.! Oggi sono tutti così,si ascoltano il loro bel cd...MA SONO PIU'REALISTI DEL RE.

IO:-Eeeh? Da dove cazzo l'hai tolta,questa??

LUI:-Non l'hai mai sentito dire?

IO:-No!

LUI:-Se sei ignorante non è colpa mia.

P.S.-Questo post potrà sembrare infamante,ma è stato scritto con il permesso dell'interessato,cioè Rambaldi,al quale rinnovo la mia stima. In ogni caso...TANTI AUGURI A KILL CITY!

postato da: jelly alle ore 12:06 | link | commenti (8)
categorie: i mitici
domenica, 25 giugno 2006

L'odissea di Charles Lennon, 68 anni: "E' una vita d'inferno"
"Non posso abbracciare nessuno, andare in bici o nuotare"

Protesi sbagliata, dieci anni di erezione
Americano risarcito con 400mila dollari

Non si può più intervenire: per l'impianto sono stati rimossi alcuni tessuti

PROVIDENCE (Stati Uniti) - Un errore durante un intervento chirurgico e la vita di Charles Lennon è diventata un inferno: da dieci anni vive con'erezione permanente dopo l'operazione d'impianto di una protesi, forse fallata, per combattere l'impotenza. Ora la Corte Suprema del Rhode Island, negli Stati Uniti, gli ha riconosciuto un risarcimento per danni pari a 400mila dollari.
Una vicenda che risale al 1996, circa due anni prima che il Viagra facesse il suo ingresso nelle farmacie. Una protesi - composta di plastica e acciaio - che doveva permettere la gestione dell'erezione, 'attivandola' solo quando necessario. Un'operazione mal riuscita perché ora Lennon, che ha 68 anni, vive con il pene sempre eretto: "Non posso più abbracciare le persone, andare in bicicletta, nuotare o indossare costumi da bagno per il dolore e l'imbarazzo", ha raccontato. E il suo avvocato ha rincarato la dose: "E' diventato un recluso. Non conosco nessun uomo che cambierebbe la sua vita con quella di Lennon, neanche se pagato".
L'azienda produttrice della protesi e la compagnia assicuratrice hanno preferito non commentare la decisione della Corte Suprema: l'azienda si è limitata a dire che la protesi non aveva alcun problema.
Una decisione, quella di sottoporsi all'impianto, da cui Lennon non può più tornare indietro: anche rimuovendo la protesi, farmaci come il Viagra non lo potrebbero aiutare dato che nell'intervento sono stati rimossi alcuni tessuti. E Lennon non può neanche rimuovere la protesi per dei problemi cardiaci che rendono impossibile un nuovo intervento.
Un tribunale dello stato aveva inizialmente riconosciuto a Lennon un risarcimento di 750mila dollari. Una cifra considerata eccessiva in appello e quindi ridotta a 400mila. Questa cifra è stata quindi considerata "equa" dalla Corte Suprema del Rhode Island ieri con un giudizio definitivo.

 

Sono senza parole, queste sono tragedie inenarrabili..

postato da: Rambaldi alle ore 13:47 | link | commenti (3)
categorie: le nostre esclusive
giovedì, 22 giugno 2006

MAI PIU'SENZA!

Ah,chissà quante volte,a voi timidoni,sarà capitato di trovarvi da soli con la ragazza dei vostri sogni e di non potervi fare avanti a causa della vostra scarsa intraprendenza! Ma qualcuno ha pensato finalmente anche a voi...Si chiama Mauro,e mette in vendita su eBay gli imperdibili DADI DELL'AMORE!!!

I DADI DELL'AMORE

Un fantastico gioco, un dado indica i nomi di parti del corpo mentre l'altro indica delle azioni da compiere sulle parti del corpo.

Sono infinite le combinazioni di maialate che si possono ottenere lanciando i dadi ("toccare"+"capezzoli","leccare"+"labbra",etc.).Grazie al nostro amico Mauro nessuno andrà più in bianco! Eccovi il link,e non perdetevi le altre meravigliose offerte del "bunker di Mauro",come il perizoma con le caramelle e le mutandine del piacere.

postato da: jelly alle ore 10:33 | link | commenti (9)
categorie: xxx hot hot hot xxx
lunedì, 19 giugno 2006

Noi lo sapevamo! Ebbene si, la potentissima redazione di Kill City era informata da tempi degli intrallazzi del re minchietta e compagnia. Ma dopo un tentativo di corruzione da parte della moglie di Fini (una notte infuocata con lei..abbiamo seriamente pensato alla castrazione per ghigliottina), siamo stati convinti da un offerta al riguardo molto più allettante (segue ammiccamento stile strizzatina d’occhio), che ci ha fatto rinviare la pubblicazione di questa esclusiva che c’è stata poi fregata dalla magistratura. La redazione in un comunicato ufficiale dichiara che ne è valsa comunque la pena. E soprattutto, Caro V.Emanuele & C: MABBAFFANCULO!!! Confermo l’opinione che reali e affini andrebbero sgozzati da piccoli.

Le intercettazioni rivelano il carattere e il comportamento di Vittorio Emanuele
e dei suoi soci: "Speriamo ci siano belle bambine, così le..."

Quei soldi in busta per il principe
"Un'abitudine per lui delinquere"

Al complice diceva: "Sono potente, chi mi ostacola è finito"
dai nostri inviati DARIO DEL PORTO e CRISTINA ZAGARIA

 

Vittorio Emanuele di Savoia

POTENZA - Lo hanno fotografato mentre riceveva una busta, secondo l'accusa piena di soldi frutto di un affare illecito. Lo hanno intercettato mentre discuteva, al telefono, di operazioni finanziarie ritenute sospette. Ma lo hanno anche ascoltato mentre si lasciava andare a giudizi grevi sugli italiani, il popolo del quale pure avrebbe voluto diventare re. E mentre con il suo segretario parlava di "pacco" riferendosi a una ragazza "bruna e bellissima".

In oltre duemila pagine, il pm Henry John Woodcock e il gip Alberto Iannuzzi hanno sintetizzato le accuse nei confronti del principe Vittorio Emanuele di Savoia e degli altri protagonisti dell'inchiesta di Potenza. Con una precisazione: l'arresto si è reso necessario per evitare "il pericolo di fuga", stante la sua "palese ed indomabile tendenza a delinquere ed a sottrarsi ai rigori della legge".

Il principe, secondo i magistrati, faceva parte di una vera e propria "holding del malaffare impegnata nel settore del gioco d'azzardo fuorilegge, in particolare attiva nel cosiddetto mercato illegale dei nullaosta". Al telefono, Vittorio Emanuele viene spesso chiamato "il capo" oppure "il gran capo". Ha amicizie influenti con esponenti politici italiani e di tutto il mondo, come peraltro naturale per l'erede di una casa reale, e anche in Libia, dove avrebbe trattato con la famiglia del leader locale Gheddafi per l'apertura di casinò e sale da gioco.

Proprio il paese nordafricano - scrive il gip - potrebbe costituire un rifugio sicuro per l'indagato in fuga". Nell'inchiesta emergono inoltre spunti anche per altre vicende ancora opache, come il "Laziogate".


LAZIOGATE
"La Mussolini è fuori, sono stato io"


Dalle intercettazioni realizzate nei confronti di Salvatore Sottile, il portavoce di An finito agli arresti domiciliari, vengono registrati elementi sulla intricata vicenda della esclusione della lista di "Alternativa sociale", facente capo ad Alessandra Mussolini, dalle elezioni regionali del Lazio del 2005. L'ex consigliere comunale di Roma Fabio Sabbatani Schiuma confida, il 12 marzo 2005, solo poche ore prima che le agenzie battessero la notizia della esclusione della lista, di essersi procurato 1300 schede anagrafiche del Comune violando, con l'aiuto di hacker, il sistema informativo dell'amministrazione capitolina. Gli atti saranno acquisiti dal procuratore aggiunto di Roma, Italo Ormanni, che indaga sul caso. Ecco alcuni stralci della conversazione.

Schiuma: "Gli ho portato 1300 schede anagrafiche del Comune di Roma che ho preso in maniera piratesca".
Sottile: "Eh, Eh".
Schiuma: "Però non ho utilizzato la procedura esatta nella richiesta di queste schede".
Sottile: "Ah".
Schiuma: "Alias con il computer".
Sottile: "Ah, vabbé".
Schiuma: "Un pirata, ci siamo inseriti dentro e abbiamo preso tutto quanto".

BUSINESS
"Porto io diecimila euro al principe"


Uno delle operazioni finanziarie al centro dell'inchiesta riguarda il rilascio, da parte dei Monopoli di Stato, di 400 nulla osta per macchinette da videopoker. Affare ritenuto dai magistrati sospetto, e a fronte del quale, si evince dalle intercettazioni, il principe Vittorio Emanuele avrebbe ricevuto una somma di diecimila euro. L'indagato messinese Rocco Migliardi parla con l'imprenditore veneziano Ugo Bonazza il 3 marzo 2005.

Migliardi: "Glielo dici al principe che gli porto diecimila euro per come siamo?"
Bonazza: "Sì, sì, vai tranquillo".

VIDEOPOKER
"In questo campo nessuno è pulito"


Un'altra conversazione, intercorsa tra Bonazza e Vittorio Emanuele viene interpretata dai magistrati come indice della consapevolezza, da parte degli indagati, della illiceità dell'affare videopoker.

Bonazza: "In questo ambiente, principe, nessuno è pulito, diciamocelo. Ha già capito, no?"
Vittorio Emanuele: (ride)

AFFILIAZIONE
"Losche figure negli ordini sabaudi"


Secondo il gip, l'adesione di alcuni degli indagati "a uno degli ordini dinastici sabaudi, dei quali Vittorio Emanuele è Gran Maestro costituisce occasione e fattore aggiuntivo di coesione e affiatamento". Nell'inchiesta compaiono riferimenti all'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Organizzazione benefica, che però il giudice definisce "utilizzata per reclutare, tra l'altro loschi e discutibili personaggi".


BENEFICENZA
"Speriamo che ci siano belle bambine"


Il giudice definisce "quanto mai sconcertante e inquietante, nonché emblematico della personalità degli interlocutori", il passaggio di una conversazione tra Vittorio Emanuele e il suo segretario particolare Gian Nicolino Narducci del 15 settembre 2005. I due "commentano in termini oggettivamente raccapriccianti", scrive il gip, l'invito a una manifestazione organizzata per raccogliere fondi a favore di un'associazione milanese che presta assistenza a minori vittime di abusi e violenze sessuali.

Narducci: "Speriamo che ci siano delle belle bambine, così le..."
Vittorio Emanuele: "Subito, sì", urlando.
Narducci: (ride)
Vittorio Emanuele: "Che bello, allora sono proprio contento perché tutto andrà bene e farà bel tempo".

INSULTI
"La Sgrena? E' tutta colpa sua"


In un'altra conversazione, intercettata il 7 marzo 2005, Narducci e Savoia discutono della sparatoria che, in Iraq, costò la vita al funzionario dei servivi segreti Nicola Calidari, che stava conducendo in salvo la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena. Anche in questo caso, il gup rimarca i "toni grevi e insultanti" usati dai due interlocutori.

Vittorio Emanuele: "E' meglio che non si faccia vedere in giro".
Narducci: "Chi è?"
Vittorio Emanuele: "Quella m... che ha fatto morire il nostro capo dei servizi segreti".
Narducci: "Quella è una comunista di m...".

NOVELLA 2000
Il biglietto al direttore: "Sei morto"


Vittorio Emanuele di Savoia deve rispondere anche di un episodio di minacce nei confronti del direttore del settimanale "Novella 2000", Luciano Regolo, al quale fu inviato un biglietto intimidatorio, con su scritto "Sei morto", dopo alcuni articoli ritenuti sgraditi. In una telefonata del 23 marzo scorso, il principe si rivolge a uno dei coindagati, Umberto Bonazza, per chiedergli di interessare della questione Rocco Migliardi (altro protagonista dell'inchiesta).

Vittorio Emanuele: "Bisogna dire al nostro amico Migliardi.... Regolo, Regolo, il giornalista ci dà molto fastidio".
Bonazza: "Mi dice a voce... ok ho capito va bene".
Vittorio Emanuele: "Molto, molto fastidio... gliele dica due parole".

INTERCETTAZIONI
"Ho il telefonino più ascoltato d'Italia"


Nella stessa conversazione il principe si raccomanda con il suo interlocutore di non cercarlo al cellulare.

Vittorio Emanuele: "Mi raccomando, per piacere, i telefonini".
Bonazza: "Sì, sì, sì".
Vittorio Emanuele: "Lei mi deve chiamare in ufficio o casa. Perché si ricordi che il mio telefonino è il più ascoltato d'Italia".
Bonazza: "Ho capito, è normale perché lei è una persona importante".

TRUFFE
"Acqua e zucchero nelle flebo per il terzo mondo"


Il giudice definisce "emblematica della propensione criminale" di Vittorio Emanuele e di Narducci una telefonata dove quest'ultimo viene contattato da un avvocato, non indagato, che gli chiede di far da tramite tra il principe e alcuni clienti del legale disposti a spendere cifre rilevanti per acquistare medicinali da destinare all'Eritrea. Operazione che i magistrati definiscono "dalle connotazioni assai dubbie e sicuramente truffaldina".

Avvocato: "E' roba per il terzo mondo, per cui non dico roba tarocca ma di basso costo, in barba a qualsiasi brevetto".
Narducci: "Ecco per esempio abbiamo un'azienda legata al principe che fa anche le flebo".
Avvocato: "Tieni conto che deve essere roba di bassissimo costo perché è per il terzo mondo".
Narducci: "Bassissimo costo, è acqua e zucchero".

Il segretario del principe fa riferimento a un'azienda legata a Savoia che lavora in Bulgaria e ha aperto anche in Giordania. La vicenda dell'operazione legata ai medicinali viene chiosata con durezza dal giudice: "Appare emblematica degli interessi e delle disponibilità finanziarie di Vittorio Emanuele, distribuiti in tutto il mondo, nonché della pericolosità e della inclinazione criminale del principe, per la verità di animo poco nobile".

INFLUENZA
"In Italia sono diventato molto potente"


La rete di relazioni istituzionali di Vittorio Emanuele di Savoia è molto fitta e abbraccia tutto il mondo. Ma a poco più di tre anni dal suo rientro in Italia dopo la fine dell'esilio, il principe sostiene con Narducci di essere diventato molto influente anche nel suo paese d'origine.

Vittorio Emanuele: "Guardi che io adesso sono diventato molto potente in Italia, molto più di quel che credevo. Adesso faccio il c.. a tutti quelli che mi rompono i co.. O si fila come dico io oppure quello che sgarra fuori, capito".

(18 giugno 2006)

 

 

postato da: Rambaldi alle ore 14:28 | link | commenti (4)
categorie: le nostre esclusive, comunicati redazione
venerdì, 16 giugno 2006

Sono orgoglioso quando i miei amici mi mandano messaggi di questo tipo:

"Oh lu'! è pieno di fighe da urlo!!! cmq io ho fondato il mio partito!!! io partito del passamontagna!! programma politico: la liberalizzazione della fica!! so ke mi voterai!!! w le fregne 4ever!! cive"

A parte non sapere bene cosa poter rispondere, bisogna ammettere che il concetto arriva che più chiaro non si può. E' da manuale della comunicazione questa roba qua! Non so, ad essere sincero temo la pubblicazione del programma a breve (il passamontagna serve per..si capisce si?)..o di vedere tutte le città d'Italia tappezzate di manifesti! E che manifesti aggiungierei...

mercoledì, 14 giugno 2006

Conversescion..

Un giorno mi trovo su msn un contatto mai visto. Non sulla mail di Rambaldi tra l’altro, ma sull’altra. Vabbè, mi dico, proviamo a tenerlo, magari è qualcuno che conosco che ha cambiato indirizzo mail. Pare di no, sapete? E soprattutto, nulla da fare, l’idea che ti contatti una mignottona  (mi accontento anche di una media eh..sono selettivo ma sino ad un certo punto) non c’azzecca mai. Questa la conversazione avvenuta:

 io-ciao..

il coglione-bello

-cosa?

-no dai, scusa, chi sei??

-so  gae

-piacere Gae..

-io sono gian

-ma se piciu o cosa

  -so gaeta

-gaetano chi??

-e soprattutto, io che c'entro??

 -quello che era in classe cn te

 -si vabbè ciao eh..

 -montalba 2 geometri istituto la salle

 -t ricordi

-sinceramente, mai stato al geometri. giuro. mi spiace per l'errore. Se eri la biondina della foto era meglio.

-se vu ho una biondina con  metro d minkia uscita dal militare

-cazzo, bravo, mi hai battuto sul tempo nel mandarti affanculo. niente di personale.

buona fortuna

Fine conversazione..stocazzo di messenger guà...

COERENZA

Qualche settimana fa.

MIO PADRE(parlando degli scandali che hanno coinvolto il calcio italiano) :-Che schifo...mi hanno pure fatto passare la voglia di seguire la partite dell'Italia ai Mondiali...

Lunedì 12 Giugno.

MIO PADRE(davanti alla TV) :- Vaivaivvaaai...no,no,no...e VAFF! vaaaaaai...GOOOOOOL!! GGGGOOOOOOL!!! Evvai!!

postato da: jelly alle ore 11:16 | link | commenti (4)
categorie: abbiamo una vita anche noi
martedì, 13 giugno 2006

LE MILLE LUCI DELLA CITTA'

Aaah,che bellezza Cagliari by night! Domenica,passeggiata rituale per le vie di Castello,quartiere storico. La brezza è frescolina,e si cammina scazzati senza pensare che l'esame di diritto amministrativo si avvicina come la morte e cammino bello scazzato. La munificenza del Bastione! Nell'aere risuonano le note di una cantante che si esibisce dal vivo con canzoni brasiliane...due coglioni! Allora ci spostiamo e proseguiamo la passeggiata per le vie anguste. Ad un tratto,la mia ragazza ode un insistente miagolìo...Lo sento anch'io! Ci avviciniamo alla fonte del gattesco lamento ma...scopriamo che proviene da un'auto parcheggiata. Ma che cazz...??? La bestiola è dentro il cofano della macchina,e continua a implorare il nostro aiuto. Entriamo in azione: scuotiamo l'auto in tutte le direzioni,ma il piccolo bastardello non riesce ad uscire. In breve tempo,accorrono diversi avventori,tra cui: una vecchia amica di mia madre con il suo compagno(non li vedevo da decenni,coincidenze del caso),una coppia di quarantenni e un vegliardo che abitava in zona,il quale,con fare esperto,dice: "So io come fare uscire il gatto: porto il mio cane,e vedi come scappa!".Al che,la mia amica di mia madre fa: "Noo,poverino! E'già abbastanza spaventato...". Io e la mia ragazza decidiamo di tapezzare la macchina (che non sapevamo manco di chi cazzo fosse) con bigliettini tipo:Fai attenzione,gatto nel motore! Il signore quarantenne,con fare fatalista mormora: "Si,anche perchè da poco ho sentito di un gatto che si era incastrato nel motore ed è stato maciullato dalla cinghia". AZZ! Ecche è?? Il nuovo metodo per far fuori i gatti rompicoglioni: la cinghia del motore al posto della classica polpettina avvelenata. Ma alla fine,la sua gentil consorte(dopo averci più volte chiesto:"Ma non ne avete latte da dargli?"),si inchina sotto l'auto e si accorge che il piccolo bastardo entrava e usciva liberamente da sotto il cofano! Siamo rimasti con un palmo di naso.Sette persone prese per il culo da un cosino piccino picciò con smanie di protagonismo.

Considerazioni finali: come mi ha fatto notare la mia ragazza,mentre le donne si barcamenavano per estrarre la bestiola,noi uomini stavamo lì con le mani in tasca senza fare una cippa. E questo la dice lunga sulla sensibilità maschile.

lunedì, 12 giugno 2006

Uno ha pazienza. Quando poi vede un suo amico che rientra un fine settimana dopo un periodo di studi fuori Sardegna, bè, come dire, non si può negare che si inizi a sentire come una grande famiglia, nella quale si è tutti fratelli. E si sopporta un pò di tutto. Ad esempio lo si sottopone un terzo grado stile Abu Grahib (no, meno), con domande del tipo: e allora hai ciulato? le romane la danno facilmente? chi ti sei portato in casa?? Quando poi ci si sente rispondere invece 'ho conosciuto due macedoni in un bagno di un locale', bè, qua ci si sente davvero orgogliosi e si offre da bere. Poi si iniziano a nutrire dei dubbi quando ti iniziano a raccontare della presenza di un collega 'gaio'. 'Eh?Cioè?'. ' Eeeeh, gaio!!'. 'Gaio cioè? Gay sarà..'.'Eh, quella roba lì, se mi tocca lo spacco'. E qui ci siamo resi conto che non è che studiare fuori Cagliari ti cambi poi tanto rispetto a quel che eri prima. Ma il bello doveva ancora arrivare: 'non sai chi ho visto Luca! Ti faccio vedere la foto?'. Ed io 'chi? hai fotografato una tettona? La Ferilli? Deppiù??Totti! Hai fatto la foto a Totti!' (siamo monotematici ultimamente..). 'No, guarda le foto'. Prendo in mano il cellulare. Guardo la foto. E vedo una cosa così, ma più sfuocata, che sembrava un primo piano di quella affianco..

Una selva di peli visti dall'alto. Cazzo, vada mostrare un 'trofeo di caccia', ma così si esagera. Prima di dire 'a', continua..'ho visto un gruppo di persone, mi sono avvicinato e non c'era lui!! Cee, troppi applausi gli hanno fatto , ero troppo contento'. E allora capisco. Riconoso quell'ammasso di peli e passo alla foto successiva. Non faccio commenti. Dico solo che sono andato via profondamente offeso. Non si può andare a Roma, non fotografare il colosseo, una minigonna, o l'Olimpico..e lui si. No, non si può..Chi c'era nella foto? Lui..

postato da: Rambaldi alle ore 14:37 | link | commenti (7)
categorie: abbiamo una vita anche noi