LA POSTA DI KILL CITY
Lettera 1:
Dove compro armi a basso costo? (Sharphead)
Caro amico Sharphead, come tu ben sai noi siamo contrari all'uso delle armi, a meno che queste non vengano utilizzate contro qualche automobilista indisciplinato o a noi antipatico. Quindi ti consiglierei di tenere sempre a portata di mano un crick, per qualsiasi evenienza potrebbe tornare utile. Altrimenti potresti virare verso la visione smodata di film porno per avere altro da pensare. Altrimenti, e poi non dire che non ci teniamo, abbiamo il numero di uno di Sant'Elia, però ecco, dartelo qua mi pare eccessivo, ti manderà una mail criptata col numero.
Lettera 2:
Come faccio a trombarmi la collega di lavoro se non ho un lavoro? (Fannes)
Vai a mignotte. Ehm, con amiche lascive ecco.
Lettera 3:
Caro Rambaldi, ho visto che nella collezione autunno inverno di quest'anno si usa molto il rosso. Secondo te mi donerebbe? Ti allego una mia foto. (lettera firmata)
Non vedo molto bene dalla foto che tipo di fisico hai, mi duole chiederti di mandare qualche foto più esplicita.
PS: -
Tra i presidenti dei Circoli della Libertà di Michela Brambilla potrebbe presto esserci un'attrice hard Federica Zarri (foto). Il fenomeno Cicciolina si ripete? Lei, laurea in Business philosophy al St. George College di Las Vegas e conduttrice di talk show su Sky, ma soprattutto protagonista di show dai titoli inequivocabili (La tigre in calore, La novizia svergognata, La strega hard, Biancaneve e il nano, La pornonazista, La sposa infedele - questi son film! la pornonazista! Ma cosa?) assicura di no. «Il mio lavoro e l'esperienza politica sono due strade che viaggiano in parallelo e non si incrociano mai - avrei dei dubbi a proposito» ha detto in un'intervista. «Non ho intenzione di fare spogliarelli in occasione dei comizi. Non voglio adottare i metodi di quelle che mi hanno preceduto. Quella di Cicciolina è stata una presa in giro. Il mio progetto è serio e plasmato sulle esigenze dei cittadini - e allora perchè no?».
Ci tiene a sottolineare di essere più che moderata - «Io sono assolutamente di centro - si certo, ovvio no?» - e di essere da sempre appassionata di politica. La differenza l'hanno fatta i suoi fan, che non l'hanno identificata solo come un'attrice hard «ma anche come un leader di un circolo ideato e costituito da loro. Sul sito mi continuavano ad arrivare mail di lamentele sulle tasse, la malasanità, la sicurezza In particolare mi segnalavano atti di delinquenza opera di clandestini e zingari. Gli italiani hanno paura di uscire di casa con moglie e figli». Così vanno sul suo sito a chiedere il suo aiuto. - ma dico, scherziamo?
Intanto ha proposto il suo circolo alla Brambilla - ancora??? (tasse e sicurezza i punti fondanti), a novembre si saprà se è stato accettato. Le speranze ci sono e pare che finora nessuno si sia lamentato di una presenza così ingombrante. - mi pare ovvio anche questo.


Una nuova rubrica!!
E' importante raccontare l’antefatto che ha fatto accendere la lampadina. Uno di questi giorni mi sentivo particolarmente oppresso, e urgeva una mia capatina al cesso. Ho preso il primo giornale che mi capitava sottomano, senza guardare la copertina, al massimo è il venerdì di Repubblica ho pensato, anzi sicuramente. E invece no. Era Vera Magazine. Che cazzo c’è da leggere su Vera Magazine?? Niente. Non ci sono manco tette da vedere. Ditemi voi se è modo di andare in bagno con tranquillità. Comunque, sfogliavo svogliatamente le pagine quando il destino ha voluto che la mia attenzione si fermasse su una rubrica in particolare: la psicoposta. E già qua, chiamarla psico – posta, vuol dire che qualcosa di patologico c’è. E infatti leggo due lettere:
1) una tizia si tromba il collega in ufficio, ovviamente sposato, e ha paura di essere rimasta incinta. La tizia non sa come fare, non vorrebbe essere rimasta fregata come una adolescente alle prime esperienze avendo 34 anni, e poi ha già abortito due volte. Cosa fare?
2) Una tizia si tromba un collega di lavoro (ancora??? Ma che è??) e si accorge di essere stata filmata durante tutta la maratona. E dunque adesso ha timore che il filmato sia stato messo su internet, ha paura di collegarsi e trovare le sue prestazione. Cosa fare??
A parte che saprei io cosa rispondervi, ho tralasciato le risposte perchè mi si è accesa la lampadina. Siori e siori, da oggi inauguriamo....
LA POSTA DI KILL CITY
Chi volesse, può scriverci delle mail ai nostri indirizzi o per pvt, e chiederci qualunque cosa: l’oroscopo, consigli su posizioni sessuali, come raggiungere l’orgasmo, dove acquistare la roba per spendere di meno, quale dentifricio usare, raccontare le proprie esperienze psicopatiche, chiedere consigli, piangere su voi stessi etc.. insomma, tutto quello che vi passa per la testa noi vi rispondiamo! Perciò, scrivete!!!
Va da sè che se non scrive nessuno, mi invento una lettera a cazzo e ci metto il vostro nome, tiè....
Post breve, en passant..
E' ricominciato il campionato.
E non possiamo dimenticare questa telecronaca. E il minuto 2,46 circa...
PS: sto facendo uno sforzo sovrumano per non fanculizzare tutti commenti dei politici contro Grillo. Sarebbe antipolitico chiedere alla gente di candidarsi?? Sarebbe l'anticamera del fascismo (D'Alema dixit..ma cosa caz c'entra?). E' così difficile garantire per un partito non candidare degli inquisiti?? Caz. E poi il tg2..il direttore Mazza avrebbe detto 'e se poi finisce che uno spara?'. COSA??? Dovrebbero ripristinare la ghigliottina!!! Stiamo dimostrando di essere più democratici di Ghandi. O più coglioni. E vaffanculo.
Volevo trattenermi, poi ho sentito questa cosa di Mazza...lo pagano i servizi deviati, ci scommetto.
Non dovrei scrivere dall'ufficio, ma tant'è. E' che poi me lo dimentico. Ho fatto un sogno. Stavo seduto in una scrivania in una grande sala, come il tavolo dei professori durante un esame. Affianco a me c'era una persona, e davanti (udite udite) c'erano tre diavoli. Si, esatto. Tre. Di cui uno aveva la faccia di un terrorista di Ordine Nuovo visto su Blu Notte poco prima, l'altro davanti a me era spiccicato ad un cartone animato. Questo cercava di trovare un accordo con la persona che avevo affianco, con l'aiuto del diavolo davanti a me (che ritenevo il più importante fra i tre). Visto che l'accordo non si trovava, mi son sentito in dovere di dare un consiglio al diavolo in persona, a mò di amico.
'E' inutile che ci provi così, se vuoi metterti d'accordo chiama un avvocato, metti per iscritto e l'accordo è fatto'
Il diavolo ha pure risposto.
'E dove lo trovo un avvocato?'
Ho guardato la sala con aria stizzita e pensando 'ma guarda questa testa di cazzo di diavolo che non capisce una mazza'.
Poi mi son svegliato piuttosto agitato. Stavo forse cercando di vendere l'anima di qualcuno con l'assistenza di un avvocato, e per giunta ad un cartone animato? Ok, 1 - non sto bene e 2 - dev'essere stata l'anguria. Peccato non l'abbia fatto un altro questo sogno, se no l'avrei messo nella rubrica 'questi son meglio di noi'. Sti post bruciati così...

Mi faresti compagnia a cercare il materasso??
Se vi dicono una frase del genere, a meno che non vi venga promessa – per iscritto e con controfirma notarile – una notte di sesso infuocato - e non era questo il caso, scappate a gambe levate più veloce che potete!! Io non l’ho fatto, non sono scappato. Sono stato gentile e ho risposto ‘si certo, quando?’. Come quando?? Qual’è il giorno dedicato per antonomasia alla visita ai locali Centri Commerciali per acquistare qualcosa per la casa?? La domenica. Perciò, caro Ratzinger, non andare a dire che bisogna ridare un significato alla domenica. Non venirmi a rompere i maroni. Perchè per me la domenica mattina è sacra, è un momento catartico nel quale non penso, non parlo, non mi muovo, faccio giusto la colazione scaldandomi la briochina (senza burro però). E invece no, sono andato in dolce compagnia alla ricerca di un fantomatico oggetto di nome materasso. A nulla sono servite le mie richieste di spiegazioni sull’utilità dell’acquisto di un secondo materasso, oppure sul come è venuta in mente quest’idea. E alle 11,30, dopo aver parcheggiato sotto un sole cocente che sembrava mi fossi fatto di peyote nel deserto del Nevada, ero già alla prima città mercato. Voi penserete che non ci va nessuno la domenica in questi posti. E invece no, pieno. E il peggio è che era pieno di giovani coppiette. Ma cazzo, altri posti dove andare no?? Comunque, dato che il materasso era ortopedico e fuori portata per il suo prezzo (braccino corto si scontra con super usuraio), ci si sacrifica per andare nella seconda Città Mercato. Azzecco tutte le rotatorie di fila (esattamente 5 per fare quattro km di distanza), supero l’asfalto rovente e ci ritroviamo dentro. E sapete dove si decide di andare a cercare questo fottuto materasso prima di addentrarci nel supermercato!?? Da Per Fare. Quel posto, un incubo, che vende chiodi, luci, lampadari, martelli, tutte robe che fanno felici il cinquantenne medio. L’ikea de noatri. Nulla, si affronta anche il secondo supermercato. E qui son bestemmie pesanti. La mia amica, detto tra noi, ha questo difetto. Non cammina normalmente, ma corre. Non se ne accorge, ma lo fa, lasciandomi dietro. Voi direte, bè, lasciala andare, ma non si può, perchè è da circa mezz’ora che si cerca qualcuno per farsi dire il prezzo del materasso. E visto che siamo gente seria, noi, cosa si fa? Ci si mette ad inseguire a cazzo la prima commessa di turno, con tecniche di accerchiamento degne di un branco di felini, per poi vederla sparire nella foresta buia (cioè le casse, le persone, etc). Non ci perdiamo d’animo e chiediamo fuori al box informazioni. Finalmente troviamo qualcuno che ci dica il prezzo, la mia amica consente, e qui inizia il dramma. Bisogna portarselo via. E secondo voi, sarò riuscito a far prendere un carrello??? No, si porta a mano, che siam giovani e forti. E come due pirla eccoci trascinare un materasso di lato in mezzo ai corridoi del supermercato, ad evitare la gente per non colpirla (perchè poi?), a fermarsi all’improvviso per acquistare un dannatissimo lenzuolo per due piazze. Ditelo e mi sparavo prima. Usciti dal supermercato c’è da attraversare la fila di negozi, no? Bene, si affacciavano dai negozi per indicarci col dito, ci schernivano, scuotevano la testa. Ho visto un bambino chiedere alla madre ‘mamma! Mamma!! Guarda quelli!’. E la madre ‘non guardarli, povero lui’. Finito qua?? Eh no..mentre sto per metterlo dentro il cofano (operazione difficile e pericolosa) mi sento pure sgridare per aver parcheggiato lontano. Ma porca di quella vacca!! Comunque, è stato in quel momento, chiamatelo sesto senso, che mi è venuto il dubbio, e chiedo: senti, ma come lo porti poi sin su? Risposta senza esitazioni: con l’ascensore no??. NO. Dentro l’ascensore non ci entra perchè è un ascensore del primo 900. E mentre cerco di metterlo dentro riesco anche buttare giù la luce che c’è dentro! Spatacrasch!E vaffanculo!!! Ci manca pure che mi facciano pagare per la luce dell’ascensore! Poi manco ci entra!! Cazzo è l’una, ho fame!!! Ho il gatto che bolle in pentola!! (questa battuta è puro entertainment). E’ giunto il momento della soluzione finale. Si porta a mano il materasso su per le scale. E sin dove??? (con voce fantozziana) Sino all’OTTAVO PIANO!! Merda. Ho fatto otto piani trascinando un materasso che manco dovevo usare io! E quasi da solo, perchè qualcuno al terzo piano ha abbandonato! Poi ho perso conoscenza..ricordo vagamente di aver trascinato una rete metallica e di aver salutato frettolosamente. Ho ripreso conoscenza solo dentro l’ascensore mentre andavo via, ho pure rimesso a posto la luce. Piano terra..colpo sordo di arrivo al piano..ricrasch! Quella fottutissima luce mi cade addosso in testa! Porc! L’appoggio per terra, apro le portine pronto a scappare e chi mi si para davanti?? Una coppia che abita lì, che mi guarda male perchè pensa che l’abbia buttata giù io la luce. Io son pronto però e spiego che mi è caduta addosso, che non era possibile, avrei denunciato il condominio, ne avrebbero visto delle belle, e nel mentre sgattaiolavo verso l’uscita. Quando son rientrato in macchina avevo i nervi un filino tesi..ho fatto otto piani a piedi con un materasso sopra dopo avere visitato due città mercato la domenica mattina. Non ho ancora elaborato il tutto, ho bisogno di tempo.

Ho sempre trovato interessanti le pagine dei giornali dedicate alle lettere ed opinioni dei lettori. Soprattutto quando possono denunciare abusi nei loro confronti, far sentire la loro voce. E ovviamente, anche quando trovi queste cose:
Leggo, su L’Unione Sarda di sabato primo settembre, l’articolo “il rito? Aggiungi un gatto a tavola”. Sono violentemente indignato e nauseato dal riquadro che spiega come cucinare un gatto.Esiste una legge che protegge e tutela i diritti degli animali, ma voi sembrate ignorarla, così come evidentemente ignorate quanti imbecilli siano pronti ad emulare tutto qullo che la carta stampata suggerisce.
BP – Lettore indignato
Sono delusa ed amareggiata:avete dato a noi fedeli lettori un segnale doppio e contrastante:una denuncia (giusta) dei maltrattamenti e delle uccisioni dei gatti; e l’approvazione delle pratiche incivili di cucinare anche i nostri amici felini.
SM – Lettore indignato
Qualunque fosse l’intento di questa bella trovata, il risultato sarà istigare ulteriormente quello che in ogni caso (forse valeva la pena ricordarlo, all’interno della ricetta) rimane un reato.
MF – Lettore indignato.
“Un bambino in buona salute, di circa un anno, è un cibo saporito, nutriente e sano, sia stufato che arrostito, alla griglia o bollito, e non dubito che possa essere ben utilizzato in una fricassea o in un ragù”: così si esprimeva nel 1729 Jonathan Swift, decano della chiesa di St Patrick a Dublino, noncè acclamato autore dei Viaggi di Gulliver. Argomentando, coi toni propri della scienza medica, che i miserabili dovessero nutrirsi dei propri figli. Apriti cielo: le accuse di immoralità e cannibalismo rischiarono di travolgerlo. Però il pamphlet ‘una modesta proposta – Per evitare che i figli degli irlandesi poveri siano un peso per il loro genitori o per il Paese, e per renderli utili alla comunità’ è passato alla storia come una delle più brucianti denunce contro lo sfruttamento inglese dell’Irlanda. E l’espressione ‘una modesta proposta’ è sinonimo della satira sferzante, del paradosso che svela e scarnifica l’ingiustizia che preferiremmo ignorare, Non sorprende che gli irlandesi l’apprezzassero più degli inglesi. Fatte le dovute proporzioni, gentili e indignati lettori, diciamo che i gatti non sanno leggere. Ma, francamente, sorprende che i loro amici a due zampe prendano come un suggerimento gastronomico la ricetta del gatto alla cacciatora in una pagina dedicata al maltrattamento dei felini.
DP – Giornalista
So per certo che anche i moti carbonari sono nati da queste discussioni. Comunque voi fate attenzione se ci incontrate o venite qua, non sapete con che gente avete a che fare.


Bisogna saperle porre nel modo giusto le domande..
1) Sedevo nella spiaggia del Poetto in ora tarda, tutto preso dal mio passatempo preferito: sentenziare! E tutto convinto delle mie ragioni, ignaro del perchè ce l’abbia così tanto con questo argomento, discernevo (discettavo? Discernavo? Secernevo??) su uno dei miei argomenti preferiti: la Cina. Anzi, quanto inconsciamente trovo antipatica la Cina che cresce dell’8% di PIL all’anno, se la tira di essere la bandiera dello sviluppo mondiale e poi stritola come carne macinata tutti quelli che non ce la fanno, un paese dove tutti sono arrivisti, bisogna fare gli sghei adesso o mai più, in dieci anni non hanno fatto un favore a quei poveracci nei lager-fabbrica, se ti colleghi su yahoo e scrivi minchiate ti trovi la polizia sotto casa, i figli passano la loro giovinezza a studiare economics per entrare nei grandi maitre a penser (eh?) delle aziende, miliardi di persone governate da un comitato centrale che sostituisce i propri ministri perchè vanno a mignotte con qualche prostituta di boss mafiosi, sposta paesi interi per farci le dighe, fa una marea di soldi senza pensare di spenderli per migliorare un pò le cose al resto del paese, mica come gli indiani che son anche più caciaroni, c’avranno le loro idee strane, ma almeno sono un fottio di religioni che rompono i maroni, hanno un primo ministro donna, mettono su (più o meno) un piano di educazione della popolazione e crescono di 4 punti di PIL in meno. Ecco, la menavo per le lunghe (ho accorciato un pò le cose per ovvi motivi) con la mia interlocutrice su questa diatriba, lei cercava di controbattere con affermazioni di assoluto buon senso, ma essendomi stata donata l’onniscenza e la verità assoluta trovavo ogni risposta piuttosto, come dire, scorretta ecco. Lo so, mi attiro sguardi di compatimento in questi casi, è che parto in quarta e non mi fermo più, secondo me era colpa del cibo del messicano, sicuro. Comunque mentre istruivo il mondo sul proprio destino, ecco che quatti quatti si avvicinano due tipi, e con accento continentale uno di loro dice:
‘sapete mica dove ci sono porri da SVOLGERE?’..
Attimo di panico. Sguardi stupiti. Non è tanto avere risposto no guarda, ci spiace ma non te lo sappiamo dire, per poi scoppiare a ridere. E non è neanche l’essere stato interrotto nella discussione. E’ che il verbo svolgere affianco al ‘porro’ io non lo capisco mica. Che cazzo vuol dire?? Uno se lo fuma un porro, mica se lo svolge! Cazzo, adesso mi tocca istruire il mondo anche su come chiedere dove trovare un porro!! Ma come cazzo finiremo!!
2)Preferisco la puttana di tua sorella..
Non è una storia di parole, in realtà, ma di sguardi. Le parole ora le sappiamo. Zidane (mentre Materazzi lo tiene per la casacca durante la finale mondiale Italia-Francia): «Te la do dopo la mia maglia». Materazzi: «Preferisco la puttana di tua sorella».
Questa la frase, rimasta misteriosa per un anno malgrado abbiano perfino provato a far decrittare il labiale del giocatore italiano a un gruppo di bambini sordomuti brasiliani, che ha provocato la testata di Zidane e che adesso sta nella prima riga, nell’incipit come dicono i letterati, di Una vita da guerriero, il libro che Marco Materazzi (Matrix per i fan) ha scritto con Roberto De Ponti e Andrea Elefante.
«Preferisco la puttana di tua sorella» (invece della tua maglietta) non sembra una frase da lavare col sangue o da far dire alla mamma di Zidane, come è stato scritto, che avrebbe gradito vedersi recapitare su un piatto i testicoli del prode Matrix. No, non è una storia di parole, ma di sguardi. Dice Materazzi: «Mi diede fastidio il modo in cui Zidane mi scrutò mentre mi parlava». Cioè? «Dalla testa ai piedi. Gli avevo appena chiesto scusa per averlo strattonato. Uno “scusa” che riassumeva un lungo discorso tipo: “Capiscimi, ma non posso farti saltare, prima hai quasi fatto gol. Così ti tengo un po’. Se l’arbitro vede e mi dà rigore contro fa parte del gioco”.
Ma quando mi guardò in quel modo io da terrone o da orgoglioso mi son detto: “Oh, sono anche io a Berlino a far la finale di Coppa del Mondo. Ho segnato anch’io un gol come te. Perché mi devi trattare come se tu fossi in cielo e io sotto terra?”. E allora alla terza volta che me lo ha detto, guardandomi dall’alto in basso, gli ho risposto».
Chapeau.