SIG. SINDACO

Si, Ramba, lo so cosa dirai quando vedrai un mio post dopo mesi che non mi faccio vivo: "Quando vuoi, eh!". Perciò non rompere i coglioni. Anche perchè non posso esimermi dal rendere partecipi gli amici lettori di questa piccola grande perla di lettera che è arrivata oggi nel comune in cui lavoro da tirocinante...bando alle ciancie, lasciamo parlare la testimonianza, chè scripta manent e carpe diem.
Egr. Sig. Sindaco una informazio forse lei non ne a conoscenza del Sig.**** che abitta in via ****. Rivenditore di fruta e verdura senza licenza dice che sua proprieta adesso dice che e a mezadria non ne vero e tutta una bugia. Sig. Sindaco si informi di cuesta vicenda e a conoscenza tutto il paese facendo cuesto mistiere da oltre 20 anni e noi paghiamo le tasse e lui non paga niente noi rivenditori di fruta e verdura con un esercizio non posiamo tirare avanti, per la vicenda che dice di essere a mezadri per avere dei terreni a mezadria deve essere scritto alla Camera di Comercio come mezadro con un contratto registrato indicando foglio e mappali indicando anche il Paese. Sig. Sindaco cuesta vicenda siamo costretti a farlo presente alla camera di comercio e a luficio di delle entrate o alla tributaria. chiudo cuesto averimento lei come primo citadino deve fare il giusto noi abiamo bisognio di lavorare che paghiamo le tasse e lui non paga niente
Saluti e grazie

Annuncio comparso sul sito americano Craiglist, nella rubrica ‘donna cerca uomo’: “Ho 25 anni, sono superficiale e di un abellezza spettacolare. Cerco un marito che guadagni almeno 500mila dollari l’anno. So che può suonar male, ma tenete presente che vivere con un milione l’anno a New Yori vuol dire appartenere al ceto medio. Quindi non penso di esagerare con la mia richista. Ho frequentato un uomo d’affari che guadagna tra i 200 e i 250mila dollari, ma una simile cifra equivale a un blocco stradale che non ti fa arrivare nemmeno a Central Park West”. Ha risposto un anonimo banchiere di Wall Street: “ In termini economici, io non posso che incrementare i miei guadagni mentre è assolutamente certo che tu non rimarrai bellissima. Sei una risorsa che non può che svalutarsi, io sono invece un bene in crescita. Rimarrai attraente per i prossimi cinque anni, ma sempre meno ogni anno che passa. La tua bellezza comincerà a sbiadire. Non è quindi un buon affare ‘comprarti’, sarebbe meglio affitarti”. La donna ha fatto togliere l’annuncio e relativa risposta (11 ottobre)
Sti cazzi d’americani oh...

“Qualunque cosa pensi logicamente può essere ingannata da un altra cosa capace di usare la medesima logica. Il sistema più facile per ingannare un robot logicissimo è di sottoporlo più volte alla stessa sequenza di stimoli, in modo da intrappolarlo in un impasse. Questo fu brillantemente dimostrato nel corso dei celebri esperimenti del Panino all’Aringa condotti millenni fa al CMCLPIO (Centro maximegaloniano per il calcolo lento e penoso dell’incredibilmente ovvio).
Un robot fu programmato a credere che gli piacevano i panini all’aringa. Di fatto questa rappresentò la parte più difficile dell’intero esperimento. Una volta programmato a credere che gli piacevano i panini all’aringa, il robot veniva posto davanti a un panino all’aringa. Al che esso pensava: ‘Ah, un panino all’aringa! Mi piacciono i panini alle aringhe!.
Così si chinava, raccoglieva il panino all’aringa con l’apposita paletta, e poi si raddrizzava. Purtroppo il robot era strutturato in modo che, raddrizzandosi, faceva inevitabilmente scivolare dall’apposita paletta il panino all’aringa, che cadeva sul pavimento davanti a lui. Al che il robot pensava: ‘Ah, un panino all’aringa..’ ecc., e ripeteva lo stesso atto innumerevoli volte. L’unica cosa che impediva al panino all’aringa di stufarsi di quella maledetta faccenda e svignarsela per cercare altri modi di passare il tempo era che il panino all’aringa, essendo solo un pezzetto di pesce morto inserito tra due fette di pane, era in fondo meno sensibile del robot a quanto gli accadeva intorno.
Gli scienziati del Centro scoprirono così come la forza trainante che stava dietro a tutti i cambiamenti, gli sviluppi e le innovazioni della vita fossero i panini alle aringhe. Essi pubblicarono sull’argomento un articolo che fu ampiamente criticato in quanto giudicato estremamente idiota.”
(Douglas Adams – Praticamente Innocuo)
Mi interrogavo se essere più il panino o il robot. Mah, ok, evidentemente è l’ora della menata della domenica delle 19,37...

Pensavo di aver ascoltato un pò di tutto.
In fondo sono stato battezzato con gli Ace Of Base nei favolosi anni novanta, ho superato indenne lo shock della lambada, son sopravvissuto alla macarena e ai Los Locos. Uno dei tanti motivi per cui ho un occhio vagamente critico quando guardo programmi musicali in tv. Ma mai avrei pensato però di vedere cantare insieme Eros Ramazzotti e Ricky Martin. Accendo il video e tah! Mi becco questi due. La decenza dove l'avete lasciata? In pratica come bere Coca Cola e non fare ruti, come dice la pubblicità. Certo, uno può sempre consolarsi con programmi così. Il bello della parabola in casa.
Avviso: Kill City sta pensando di prendere un tirocinante. Vogliamo seguire la moda.

Ho visto il film ‘Piano, solo’...
Premessa: i maroni devo ancora andarli a recuperare nella sala cinematografica. Il film: una storia vera (che rende tutto ancora più triste), la storia di Luca Flores, musicista jazz cresciuto in Africa, dove muore la madre a seguito di un incidente automobilistico quando lui era bambino e di cui si assumerà la colpa per tutta la vita, arriverà ad essere un musicista superbravobravissimo e a suonare con Chet Baker, finirà per impazzire a causa del trauma infantile per poi suicidarsi. Allegro vero? La storia c’è comunque, pure bella, peccato che il regista in questione (Rinaldi? Bò..no, Milani) faccia di tutto per renderla il più pesante possibile. Per dire, si poteva suicidare pure a metà film e ci risparmiava tanta fatica. Oppure che so, queste scene senza dialoghi, in silenzio, il padre che va via e Luca che si nasconde, e il padre che dice ‘Fa sempre così’, silenzio. Oppure quando hanno l’incidente con la madre, il bambino la guarda negli occhi dallo specchietto retrovisore, la madre ricambia lo sguardo, poi patapum, la macchina si rovescia..e che cazzo! Qua, in effetti, sembrava Stanlio e Ollio, ma non era quel tipo di film. Oppure quando fa il saggio di musica, un minuto di silenzio da parte della commissione esaminatrice prima che scatti l’applauso. Ora, devo essere onesto, a me il film l’hanno presentato così: c’è la Cortellesi. Ah si? Si, la storia è tratta da un libro di Veltroni. COSA??? Qua stavo già imprecando..Veltroni capito? Un film formato PD! Non ho smesso di imprecare a riguardo finchè non sono salito in macchina per andare via. Cazzo Veltroni!! Il precariato Veltroni!!! La realizzazione dell’uomo!! Quando cazzo l’hai scritto questo libro?? E poi pure il film!!! Cazzo Veltroni, la sinistra dov’è?? Che cazzo ti metti a fare entertainment depressivi (qua mi becco tante ingiure, lo so, anche perchè il libro non l’ho letto, ma è l’idea è in se..Veltroni capito?). Ma il film, dove lo mettiamo? Gli attori? Kim Rossi Stuart (osannato all’inverosimile dalla compagnia femminile). A parte la somiglianza con Moretti, a parte il nome da ovetto Kinder, a parte le due espressioni utilizzate per tutte il film (una cattiva e un altra stralunata, poi quando mai si vede il pianista che sposta il busto mentre suona..! Oppure i dialoghi..faceva le stesse espressioni in Romanzo Criminale, dai!), a parte Fantaghirò, a parte la scena di sesso inutile (seguita da un inspiegabile silenzio imbarazzato in sala..ma per piacere!), non è proponibile! Giusto quando s’arrabbia dicendo ‘spegni la luce’ ci stava dentro. Non fa l’attore, si piazza muto di fronte al piano, rabbuiato e suona. Vabbè. E la Cortellesi? Fa la sorella di lui, sopravvissuta all’incidente, vive l’aggravarsi della pazzia del fratello. Cosa dire? Triste. Due maroni così. Anche la Cortellesi..ha una faccia..triste! Sarà che ti aspetti che faccia la Moratti, ma comunque...poi gli altri fratelli, due tipi che dicevano sempre la stessa frase, due facce che ti facevano venire l’ansia seduta stante. Poi Michele Placido, che fa il padre, c’è una scena in cui va a riprenderlo in Africa e il figlio gli dice ‘ti devo ammazzare’. Mah. E poi il film finisce tragicamente, con un suicidio, ma il film è finito, mica è poco. Anzi no, mostrano i filmati originali della famiglia Flores, dove si vedono loro bambini, il dibattito..ecco, io stavo scalciando già da tre quarti d’ora, mi stavo strappando la camicia per sfogarmi...sullo schermo esce la scritta ‘the end’, nessuno si muove, non si accendono le luci, da un lato entrano tre tizi..
E qui inizia il dibattito..
Entrano due attrici (la Cortellesi e Jasmine..Jasmine qualcosa..ah si, Trinca) e il regista. Avete mai partecipato ad uno di questi dibattiti? Prendete il pubblico ad esempio. E’ come un rito, ci si sente elitè culturale, non c’è nulla da fare. Od io sono infantile in modo idiota, non ho un briciolo di sensibilità da condividere, oppure qualcosa non torna. Per dire, durante il film qualcuno rideva per la scena di primo approccio tra il protagonista e la Jasmine..oppure quando qualcuno tossiva lo faceva in modo distaccato, oppure uno dietro di me era tutto eccitato a vedere la Jasmine tanto da dirle ‘la fortuna va meritata’ e poi ridere istericamente. Oppure fanno le domande, del tipo ‘scusate, ma io non sentivo nulla’, oppure ‘ma quanto nel film si è cercato di esplorare la tematica della depressione’ per poi sentire il regista rispondere ‘sa, tanti si sono riconosciuti in quello stato’..poi questo clima di pesantezza, sarà che poi ci si addormenta a vedere i film così, non so. Poi le attrici. Diciamocela tutta, l’unica domanda da fare era per Jasmine Trinca, ‘che fai stasera?’, ‘a quando un film con più scene di sesso?’. E invece no, si facevano domande a cazzo, ‘avete incontrato la famiglia?’, ‘cosa ne pensate del parere di Tarantino sui film italiani?’ e via così.
A quel punto non ce l’ho fatta più. Si sa, bisogna cogliere l’attimo in tutte le situazioni possibili. E questo era uno dei miei sogni. Ho chiesto il microfono, mi sono alzato in piedi con in testa una sola immagine ricorrente: Fantozzi e la corazzata Potenkim (o come cavolo si scrive); ho guardato la sala, ho aspettato ci fosse perfetto silenzio e che attrici e regista prestassero attenzione, anche se non era tanto per loro, più che altro per una parte dell’elitè, e così ho esclamato: scusate, ma secondo me questo film era una grandissima cagata!!
Io mi aspettavo gli applausi, Invece sono stato linciato a colpi di seggiolino. Ingrati.

