
Bisogna saperle porre nel modo giusto le domande..
1) Sedevo nella spiaggia del Poetto in ora tarda, tutto preso dal mio passatempo preferito: sentenziare! E tutto convinto delle mie ragioni, ignaro del perchè ce l’abbia così tanto con questo argomento, discernevo (discettavo? Discernavo? Secernevo??) su uno dei miei argomenti preferiti: la Cina. Anzi, quanto inconsciamente trovo antipatica la Cina che cresce dell’8% di PIL all’anno, se la tira di essere la bandiera dello sviluppo mondiale e poi stritola come carne macinata tutti quelli che non ce la fanno, un paese dove tutti sono arrivisti, bisogna fare gli sghei adesso o mai più, in dieci anni non hanno fatto un favore a quei poveracci nei lager-fabbrica, se ti colleghi su yahoo e scrivi minchiate ti trovi la polizia sotto casa, i figli passano la loro giovinezza a studiare economics per entrare nei grandi maitre a penser (eh?) delle aziende, miliardi di persone governate da un comitato centrale che sostituisce i propri ministri perchè vanno a mignotte con qualche prostituta di boss mafiosi, sposta paesi interi per farci le dighe, fa una marea di soldi senza pensare di spenderli per migliorare un pò le cose al resto del paese, mica come gli indiani che son anche più caciaroni, c’avranno le loro idee strane, ma almeno sono un fottio di religioni che rompono i maroni, hanno un primo ministro donna, mettono su (più o meno) un piano di educazione della popolazione e crescono di 4 punti di PIL in meno. Ecco, la menavo per le lunghe (ho accorciato un pò le cose per ovvi motivi) con la mia interlocutrice su questa diatriba, lei cercava di controbattere con affermazioni di assoluto buon senso, ma essendomi stata donata l’onniscenza e la verità assoluta trovavo ogni risposta piuttosto, come dire, scorretta ecco. Lo so, mi attiro sguardi di compatimento in questi casi, è che parto in quarta e non mi fermo più, secondo me era colpa del cibo del messicano, sicuro. Comunque mentre istruivo il mondo sul proprio destino, ecco che quatti quatti si avvicinano due tipi, e con accento continentale uno di loro dice:
‘sapete mica dove ci sono porri da SVOLGERE?’..
Attimo di panico. Sguardi stupiti. Non è tanto avere risposto no guarda, ci spiace ma non te lo sappiamo dire, per poi scoppiare a ridere. E non è neanche l’essere stato interrotto nella discussione. E’ che il verbo svolgere affianco al ‘porro’ io non lo capisco mica. Che cazzo vuol dire?? Uno se lo fuma un porro, mica se lo svolge! Cazzo, adesso mi tocca istruire il mondo anche su come chiedere dove trovare un porro!! Ma come cazzo finiremo!!
2)Preferisco la puttana di tua sorella..
Non è una storia di parole, in realtà, ma di sguardi. Le parole ora le sappiamo. Zidane (mentre Materazzi lo tiene per la casacca durante la finale mondiale Italia-Francia): «Te la do dopo la mia maglia». Materazzi: «Preferisco la puttana di tua sorella».
Questa la frase, rimasta misteriosa per un anno malgrado abbiano perfino provato a far decrittare il labiale del giocatore italiano a un gruppo di bambini sordomuti brasiliani, che ha provocato la testata di Zidane e che adesso sta nella prima riga, nell’incipit come dicono i letterati, di Una vita da guerriero, il libro che Marco Materazzi (Matrix per i fan) ha scritto con Roberto De Ponti e Andrea Elefante.
«Preferisco la puttana di tua sorella» (invece della tua maglietta) non sembra una frase da lavare col sangue o da far dire alla mamma di Zidane, come è stato scritto, che avrebbe gradito vedersi recapitare su un piatto i testicoli del prode Matrix. No, non è una storia di parole, ma di sguardi. Dice Materazzi: «Mi diede fastidio il modo in cui Zidane mi scrutò mentre mi parlava». Cioè? «Dalla testa ai piedi. Gli avevo appena chiesto scusa per averlo strattonato. Uno “scusa” che riassumeva un lungo discorso tipo: “Capiscimi, ma non posso farti saltare, prima hai quasi fatto gol. Così ti tengo un po’. Se l’arbitro vede e mi dà rigore contro fa parte del gioco”.
Ma quando mi guardò in quel modo io da terrone o da orgoglioso mi son detto: “Oh, sono anche io a Berlino a far la finale di Coppa del Mondo. Ho segnato anch’io un gol come te. Perché mi devi trattare come se tu fossi in cielo e io sotto terra?”. E allora alla terza volta che me lo ha detto, guardandomi dall’alto in basso, gli ho risposto».
Chapeau.
STRATEGIE IMPRENDITORIALI
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Chi ci segue da tempo, sa bene che noi di KILL CITY siamo da sempre interessati alle dinamiche evolutive dell'economia, e non venite a dirci che parliamo solo di fica. Le strategie per destreggiarsi in un mercato aperto (e sopratutto, per farsi un culo di soldi), sono molteplici e se in un mercato le risorse sono allocate efficientemente, migliaia di attori possono interagire per accapparrarsi le risorse necessarie, le quali, purtuttavia son limitate...che cazzo sto dicendo? Boh. In una parola: quando all'imprenditore viene un'idea geniale per vendere il suo prodotto, bisogna dirgli "sei un genio". E geniale è l'idea che sta alla base della catena di fast food Ninja Burger. Ti consegnano le patatine vestiti da ninja; ti garantiscono la consegna a domicilio entro 30 minuti e se non fanno in tempo, fanno seppuku (sic). Mi commuovo quando penso che al mondo ci sono persone di tale caratura. Gli facciamo pure pubblicità sul blog, tò:
La redazione è ancora in agitazione alla notizia!!
Pare infatti che il mondo del porno sia entrato in crisi! E il motivo sapete qual’è? La tecnologia!!! Ebbene si, a quanto pare le pornostar sarebbero in crisi per colpa dell’alta definizione video. Alta definizione che mostrebbero tutti i difetti delle attrici in questione (celluliti, borse sotto gli occhi, smagliature o qualcosa di troppo pendulo). La cosa sta creando molto imbarazzo nel settore. Tanto da costringerle a ricorrere a operazioni riparatorie..la famosissima (chi?) Jesse Jane (protagonista del film ‘pirates’, rifacimento presumo, della Maledizione della prima luna) avrebbe dichiarato: "Mi rifaccio le protesi per colpa dell'HD" . E come se non bastasse il mercato americano dei video a luci rosse sta attraversando un momento di grande difficoltà. Addirittura il New York Times scrive: "la grafica nel porno ormai è troppo avanzata, persino per gli stessi gusti di questo genere d'industria che sforna settemila titoli l'anno per un fatturato di 3 miliardi e seicento milioni di dollari. Hollywood ha lo stesso tipo di problema", prosegue l'autorevole quotidiano, "ma niente di paragonabile ad un genere di cinema che si basa tutto sulle zoommate e i primi piani, e che, essendo sempre all'avanguardia su tutte le evoluzioni della tecnologia, è anche il primo a sperimentarne i problemi". Avete capito?? Il settore del porno è all’avanguardia tecnologicamente tanto quanto l’industria aerospaziale! E voi pensavate che bastasse solo un bel mignottone e una ceppa tanta! E invece no! Non oso descrivere l’agitazione che ha colpito la redazione a leggere questa notizia! Fortunatamente le principali leader produttrici del mercato (di film, non le attrici..) hanno trovato una soluzione (che tra l’altro appoggiamo in pieno a costo di passare per affamati squali capitalisti): hanno semplicemente ignorato la faccenda. E saranno cazzi dei malatoni che se li guardano, no? Ma non possiamo fare finta di niente, non possiamo non raccogliere il grido d’allarme di (chi?) Jesse Jane o come cazzo si chiama: "le immagini sono talmente nitide che le sue protesi al silicone, impiantate sei anni fa in un precedente intervento, possono essere viste andare di qua e di là in maniera del tutto innaturale". E che diamine! Questi sono veri problemi!!
Jesse tieni duro, sei tutta noi!!!

LE NUOVE FRONTIERE DEL COLONIALISMO

IL MONDO VA SULLA LUNA...NON RIMANERNE FUORI...UNISCITI A NOI....ACQUISTA ANCHE TU UN PEZZO DI LUNA.....Quante volte hai detto a tua/o moglie/marito,fidanzata/o,figlia/o:"Se potessi ti regalerei la Luna" o "Se mi ami regalami la Luna..." da oggi questo è possibile!!!!!!!!!
Non si tratta solo di un pezzo di carta come molti potrebbero credere!E' un biglietto per il futuro di cui usufruiranno i tuoi figli e i tuoi nipoti. Se stai cercando l'idea regalo unica e perfetta, non cercare oltre! Non troverai niente di più eccitante sulla terra di una concessione di terreno per un acro di proprietà sulla Luna ( circa 4.047 metri quadri)! Riceverai l atto in pergamena, una foto satellitare della proprietà, informazioni geografiche per aiutarti a localizzare la proprietà ( sia che tu la veda con un telescopio o che la visiti di persona) e molto altro! Tutti i documenti sono redatti in modo professionale, stampati in modo elegante e saranno oggetto di interessante conversazione se esposti nel vostro uffico o in casa.Centinaia di migliaia di clienti nel mondo hanno acquistato concessioni di terreni lunari sia come regalo che per se stessi.
P.S: Solo 51 euro come prezzo di partenza...un affarone. Vedere per credere.
MI VENDO,ZA ZA ZA

KILL CITY vale un casino di soldi! Ed eccone la prova. Che poi non serve a un cazzo di nulla,visto che di certo non possiamo vendere il blog,chè appartiene al dio splinder...e ci rodiamo le mani. Svanisce così anche l'ultimo progetto per campare di rendita: ci tocca per forza cercare un lavoro. Vita di merda.
LE NUOVE FRONTIERE DEL MARKETING

Avendo una ragazza che fa la promoter,posso spesso gettare uno sguardo a ciò che le numerose imprese operanti nei più disparati settori elaborano per vendere i loro prodotti. La promozione che le tocca domani è quella di un nuovo modello di telefono cellulare di una nota marca (non dirò quale)...basti sapere che la mia ragazza deve dare un certo numero di cartoline ai passanti per farli partecipare a un megaconcorso a premi. Ma i premi più succulenti sono quelli che si vincono subito: se il passante porta una foto a colori del cellulare oggetto della promozione(sic!),vince un meraviglioso BERRETTO IN PILE! Se il passante compra il cellulare in questione avrà in omaggio dei fantastici GUANTI IN PILE! Ma che bellezza! Ve ne rendete conto?Ma...dico io...il pile è quel fastidiosissimo tessuto che andava di moda quando io ero alle medie,e di solito a indossare le felpe in pile erano i soggettoni,quelli che fungevano da bersagli mobili per gli sputazzi dei compagni di classe. Anche a me regalarono una felpa in pile,che però non ho mai indossato. Ma tornando alle modalità del concorso: me lo immagino uno che va dalla promoter tutto contento e le mostra orgogliosamente la foto del cellulare scattata con un videofonino o stampata in carta fotografica (perchè uno può portare la foto anche già stampata,eh!...mica fanno le cose a cazzo);il tutto per vincere quel berrettino,oscuro oggetto del desiderio.La mia ragazza,poveraccia,si sta già preparando psicologicamente per questa minchiata...ma mi ha promesso che mi terrà da parte un berretto in pile rosa shocking.
L'ECONOMISTA DISPETTOSO

Allora,questi i fatti. Ieri mi faccio la mega salita di 600 metri per raggiungere l'aula dove si sarebbe svolto l'esame di economia politica,il penultimo che dovevo dare prima di prendermi sta cazzo di laurea. Notare l'orario fissato dal simpaticissimo docente: le tre del pomeriggio. Già mi giravano i coglioni...cosa fa,di solito,una persona alle tre del pomeriggio? Digerisce,dorme,caga...insomma,non capita tutti i giorni di doversi cimentare con la domanda e con l'offerta a quell'ora nefasta. Subito mi viene una sincope quando vedo le domande del test. Comincio ad augurare mentalmente una compilescion di tumori al docente mentre metto su carta le (poche) nozioni che riesco a cagare fuori...e intanto mi accorgo che sto tremando. Non dalla paura di non passare il test,quanto dal fatto che il condizionatore dell'aula mi spara 20 gradi sottozero nel capocollo...ergo,mi sto cagando dal freddo. Alzo la mano:
-Scusi,potrei andare a prendermi la felpa? Guardi,l'ho lasciata nel banco li dietro.
-Prego,faccia pure...
Mi alzo,passo esternamente dalla fila e mi vedo questo coglione ventidueenne precocemente calvo con gli occhiali che svolge serissimamente il suo test con tanto di squadra Martini per disegnare i grafici,il quale,al mio passaggio,sbatte una mano sopra il suo foglio protocollo,convinto che stessi sbirciando le sue preziosissme nozioni...Lo guardo con un'espressione che dice CCAZZO VUOI?? e vado a prendermi la felpa,mentre lui mi fissa con gli occhi sbarrati...
...E penso: guarda come cambiano le cose...ai bei tempi delle medie e delle superiori un soggettone che si permetteva di comportarsi in questo modo non sarebbe arrivato vivo all'ora di ricreazione...
P.S: per la cronaca,ho fatto un compito di merda e non so neppure se passerò l'esame.
GELATI CON NOMI DEL CAZZO

Per un'impresa,il prodotto da vendere è un pò come un figlio. Va da sè che al prodotto debba essere affibbiato un nome appropriato,magari accattivante ma comunque azzeccato. La Sammontana in questo,non la batte davvero nessuno. Mi immagino degli interminabili brain-storming nella sala riunioni,discussioni accese,il fiato sul collo della concorrenza spietata di Algida e Motta e manager ultra-anfetaminizzati scervellarsi per dare nomi del genere ai gelati:
Ma non pensate che solo la Sammontana sia capace di simili colpi di genio. La catena di discount Dico mette in vendita un gelato al biscotto pensato per un target di ggiovani. Lo suggerisce il nome stesso: BiscoGanzo!
L'ANIMA DEL COMMERCIO

...E l'anima di chi ti è morto! Quanto sono creativi questi pubblicitari di oggigiorno. C'è da capirli,poveracci: tra baldoria e baldracche ci si stanca,e tirar fuori delle idee decenti per le reclàms televisive diventa sempre più arduo. Ma c'è una strategia che pare vincente,visto che da qualche anno si propaga impunemente nei tubi catodici di milioni di italiani. Sto parlando delle musiche taroccate che accompagnano gli spot,veri e propri plagi di motivetti famosi. Esempio: la pubblicità dei nuovi ovetti Kinder,avete presente? Quella con quegli stronzissimi ragazzini che vanno in skate e pattini per le strade di quella che (come mi ha fatto notare la mia ragazza) vorrebbe essere una metropoli statunitense,ma si vede lontano un miglio che lo spot è girato a Milano 2. Insomma,la colonna sonora di questo scempio è una canzoncina powerpop cantata da una flebile vocetta femminile che fa così: The speed of my life,the speed of my life,etc... Il telespettatore medio,quello che si gratta il pacco col telecomando in mano,mentre augura a quegli insopportabili ragazzini un frontale con un tir,si accorge subito che la canzone in questione è spudoratamente copiata da The beat of my heart di Hillary Duff,che già è una cagata bestiale di per sè,figuriamoci in versione tarocca. Ma poi che cazzo vorrebbe dire "La velocità della mia vita"? O forse significa "L'anfetamina (speed) della mia vita"?? Acc,se la mettiamo così,le mamme ci penseranno due volte prima di dare gli ovetti ai loro bimbi. Qualche anno fa,invece,lo spot dell'Amaro Ramazzotti aveva come colonna sonora un plagione di Edonism degli Skunk Anansie. Vi ricordate? Il piacere cheeee...Ramazzotti ti dà! Una roba delirante. Ma il vero antisignano delle musiche da spot di tal fatta rimarrà sempre il riff di chitarra distorta che accompagnava lo spot degli assorbenti Lines,tanti anni fa. Il riff era paro-paro a quello di Smells like teen spirit dei Nirvana; sullo schermo si susseguivano le immagini di una tipa in skate che se ne sbatteva altamente se quello era il suo periodo,tanto ci aveva un pannolone con i controcrismi. Il disagio esistenziale di Kurt Cobain messo a servizio delle mestruazioni. Magnifico! Comunque,il messaggio sottointeso di questo tipo di spot dovrebbe essere all'incirca questo: "Dai,comprate i nostri ovetti,il nostro amaro,i nostri assorbenti superlusso! Dai,che siamo col culo in terra,che non possiamo neppure permetterci di pagare il copyright per le colonne sonore". Geniale!

Risorse umane..
Ho visto vacche volare e cagare come piccioni (metafora). Ho incontrato un uomo che gestisce le risorse umane in una grossa azienda di informatica di Cagliari. Un uomo che parlava veloce come se avesse pippato l’impossibile, abito elegante, pelata abbronzata d’ordinanza e stile da piacione iscritto allo Yacht Club di Montecarlo. Risorse umane: la nuova frontiera della paraculaggine. Altro che gestione di un gruppo di lavoro. Se fossimo persone normali non ne avremo bisogno. Vada che se ti pagano non puoi grattarti la fava (citazione) a tuo piacimento, vada che uno controlli se vai bene o meno per fare una determinata cosa, ma basta così. E invece no. Non basta. Devi dimostrare di saper lavorare oltre l’orario fisso come ha fatto lui, anche 12 ore al giorno, devi essere pronto a muoverti, devi sposare la tua azienda e concedere lo ius prime noctis. Montano i dubbi che già avevo. Si tenta di farmi il lavaggio del cervello con termini in inglese tipo..compensation, environment, outbanned, cicciolina, outsourcing. Giro la faccia per guardare i colleghi ammutoliti, sono i momenti in cui senti la solidarietà di un gruppo di condannati a morte..ci sono tutti...la psicopatica, il poverino, la bielorussa dalle unghie laccate, il pezzo di legno, mancava solo quello che simpaticamente chiamo la ‘minca’ (va da sè che è uno che non mi scende proprio per niente). Dovrei convincermi che l’unico modo di essere soddisfatto nella mia vita è impegnarla dentro un azienda. Condividere i suoi obiettivi, sentirmi motivato a lavorare sempre di più, dannarmi l’anima per ricevere il premio di produzione, essere motivato dal premio di produzione stesso. E porca puttana! Già l’idea di mettermi in cravatta tutti i giorni mi inquieta. Figuriamoci farmi trombare dall’ideale della massimizzazione della produttività. Perchè questo è l’unico modo per avere soddisfazione dalla tua vita professionale e non solo. Caro gestore delle risorse umane, detto tra noi..altro che il film 'volevo solo dormirle addosso'...
MA FAMMI IL PIACERE DI ANDARE UN PO’ AFFANCULO VA...!
PS: vi aggiorno sulla mia diatriba con la telecom: ora pare che abbiano sbagliato tutto; cioè non dovevano cambiare numero etc etc, sono diventato amico dei centralinisti del 187, tante sono le volte che ho chiamato, comunque, dopo due mesi ancora niente, ma soprattutto, non vediamo ancora la luce. E poi mi viene davanti uno di Tiscali che oltre a spararmi quelle menate mi glorifica i call center. Vado in aula computer in facoltà e non funziona la connessione ad internet nonostante i tentativi titanici di Jelly (avete presente i tecnici di Chernobyl??) di staccare la corrente. E poi, ditemi un pò voi, come faccio a commentarvi..???